23.9.02

Tormentone
Per una serie di motivi mi trovo immersa per un pò
nella pura burocrazia.
Tutto questo mi uccide: io sono una rompiscatole
per eccellenza e vedere tutta una serie di rimpalli
da un ufficio all'altro mi distrugge.
Odio le gerarchie: ma solo quelle che funzionano male.
Ho bisogno di direttore, capi ecc ecc..
ma voglio quelli che ti segnano e ti cambiano la vita.

Un saluto a Giancarlo: il mio primo caporedattore.
Lui si che mi ha cambiato la vita. Non so dove sia ora:
o meglio lo so e da anni cerco di buttare giù quella "lettera mai scritta"
che mi passa per la mente.
Solo per dirgli grazie: due settimane in redazione da lui mi hanno scolpito
come nessun altro corso in vita mia.
Grazie perchè, come dicevi, una volta che si entra in una redazione
poi è come una droga: non se ne esce più.

Sono ancora tossicodipendente:)
Settembre

Questa è una parte di un articolo scritto da un mio caro
amico su un giornale locale abruzzese.
A me piace da morire: così l'ho presa in prestito
per il mio blog. Spero che piaccia anche a voi.

(...) Mi piace settembre perché è un mese non urlato, non alterato, né tronfio né pacchianamente sgargiante, al riparo dai corsi e dai ricorsi delle mode. Persino l‘Immaginario-Standard - che noi, con i cervelli in trasferimento di chiamata permanente, alimentiamo e introiettiamo - si guarda bene dal varcarne la sfumata soglia. L‘imperativo dell‘azione abdica in favore della riflessione, della promessa di cambiamenti futuri; il culto dell‘ostentazione del fisico cede il passo (va be‘, non sempre) alla possibilità delle idee. Tra la fine dell‘estate e l‘inizio dell‘autunno si è più leggeri e più veri. Con le sue mezze tinte, la sua gentilezza, la sua malinconia, il suo romanticismo settembre è una sospensione introspettiva, un dolce strappo, una distrazione salita a dignità di nono gradino del calendario. E‘ un‘ipotesi e non una tesi. Il tempo interiore si dilata mentre quello esteriore e sociale, si restringe: la parola "tempo libero" smette allora di farsi sinonimo di un malinteso "divertimento". Parzialmente, cessa il timor panico di "non godersi appieno la vita". Momentaneamente non si ha più vergogna di portare in giro i propri dubbi e le proprie ombre; di rallentare; di starsene a casa, una sera alla settimana (...)

Grazie Maurizio:)