22.7.03

E non ci sei più

Mi è venuto in mente questo post leggendo questo*. Ho sempre sperato che nessuno mi dedicasse mai questa canzone: piangevo in macchina andando al lavoro anni fa mentre l’ascoltavo. Era la mia prima “botta sentimentale” ad alti livelli. Per scavare dopo aver toccato il fondo l’ascoltavo. Non racconta la mia storia – grazie al cielo – e non racconta – grazie allo stesso cielo – nemmeno il mio presente. Prima l’ascoltavo per deprimermi ora lo faccio per scongiurare un futuro simile. Se ora lui mi dicesse queste cose si potrebbe fisicamente spezzare il mio cuore. Io l'immagino così.

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Provi a chiamarlo e ha il telefono spento da tutto il pomeriggio: strano, è sabato, di solito ti chiama. Magari è rimasto a dormire, si sarà sbronzato con gli amici. Perché farsi prendere dal panico o dalla gelosia? Però lo sai che è strano, lo senti che non è un caso. Stavolta non ha la batteria scarica o il telefono in macchina.

Li hai visti i suoi occhi ieri sera a cena: erano tranquilli, di un calmo forzato. Poi ti chiama in tarda serata.
“Mi hai chiamato vero?”.
“Pensavo ti fosse successo qualcosa, mi ero preoccupata”.
“Domani ti devo parlare”.

Le parole che mai vorresti sentirti dire. Lo sai che non si parlerà di un argomento futile, lui c’ha pensato tutto il pomeriggio, ha meditato quello che sta per dirti. Arriva, ti guarda a testa bassa. Vi incontrate e appena ti avvicini per salutarlo ti porge la guancia e non le labbra. Sa quello che sta per dirti e non osa avvicinare le proprie labbra alle tue, visto che da quelle stessa labbra usciranno suoni dolorosissimi. Attendi. Inizia.

“Lasciami sognare, lasciami sognare in pace. Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi (...) ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già. (...) Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio”.

E’ così: non c’è più sogno, non c’è più aria. Ti sta dicendo che sei un limite per lui, che insieme non si sogna più, che tutto è andato perso. Sei riuscita ad infognargli la testa e le tue stupide paranoie da mezza femmina stanno avendo i loro aspri frutti. Ma non c’è solo questo. Non c’è mai fine al peggio. Continua.

“Potrei ma non voglio fidarmi di te, io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi, sei solo la copia di mille riassunti”.

Sei solo la copia di mille riassunti: da donna copia di bignami ti perdi nella folla e nessuno ti trova unica. Che cazzo di stronzo, ti ha detto che sei una mezza copia. Che stronzo. Anche se hai ragione non dirmelo. Come faccio a riprendermi dopo questo? Ma forse è solo uno sfogo, forse sta solo manifestando dei problemi, forse vuole solo parlare. Forse vorresti tu fosse così perchè sai che dopo ulteriori sue parole sta per iniziare per te la fine.

“Leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera e non ci sei più...”

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*Luca scusa... sollecitare idee in qualcuno non è negativo... se poi vengono male... capita.