Trattasi di autentico colpo di fulmine il mio che - sei mesi orsono - mi ha inondato e stravolto l'esistenza. Risfoglio Repubblica e mi soffermo sull'articolo di Claudia Di Giorgio* sugli effetti chimici dell'innamoramento.
Sei mesi fa - quando l'ho visto - il mio mesoencefalo si è attivato e ho iniziato a produrre dopamina allo stato puro. L'ipotalamo ha subito - o già da prima - inviato segnali d'attrazione.
Le pupille si sono dilatate - ma pensavo fossero gli eccessivi aperitivi - così come il leggero sudore che rendeva lucida la mia pelle lo attibuivo all'inizio al caldo di maggio. Invece no: la chimica del mio corpo stava cambiando e me ne sono accorta più - ma non troppo - tardi. Poi l'altro - che culo - ha reagito e miei circuiti celebrali, il mio sorriso, i miei occhi e tutta me stessa riconducevano a lui il mio stato di benessere.
Intanto la dopamina continuava a scorrere ed eravamo stravolti dalla noradrenalina e dalla pea che ci hanno così tanto fatto girare la testa che - ricordi? - in vacanza quasi quasi perdevano i sensi.
Poi è arrivata l'ossitocina a dire ai miei recettori celebrali che mi stavo innamorando e che mi sarei presa cura di te. La vasopressina mi fa pensare a te ogni giorno - dal tramonto all'alba - e mi lega a te, non con fatica, ma con sensazioni di assoluta naturalezza.
P. S. Minaccia: vedi di produrla pure te la vasopressina altrimenti hombre, è aperta la lucha,)
* Ho avuto il piacere di conoscerla personalmente ed è una giornalista di quelle vere, ma vere. Simpatica, strapreparata e puntuale. E' subito salita nel podio dei miei untouchables.
2.12.03
La chimica dell'amore
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