8.7.03

Non scrivo mai di me
Non scrivo mai di me. Se lo faccio sono sempre molto generica e vaga. Scrivo quello che sento soprattutto tramite email ai diretti interessati. Parlo, quello si, tanto. Non scrivo mai di me e non lo farò nemmeno ora anche se forse quella cosa che c'ho fra stomaco e gola magari dopo due colpi in più sulla tastiera starebbe meglio. E' che sono spudoratamente felice e quasi mi scoppia la testa: questa dose improvvisa di vita, energia e passione che è entrata per caso_fato_culo nella mia strada mi ha travolto e a volte penso sia così grande da non sapere da che parte iniziare a guardarla, viverla e goderne.

Non scrivo mai di me: ma se mi tengo dentro quello che sento ora faccio un torto al mondo intero. Le emozioni sono belle se condivise: me lo sono ripetuta mille volte e continuo a farlo perchè non voglio creare attorno a me vuoti sentimentali. Non sono 'geneticamente' predisposta alla - come si chiama ufficialmente - 'dimostrazione d'affetto' ma voglio combatterla a tutti i costi. Sarebbe un crimine ora non dirti che quasi mi commuovo a pensare a te, che mi sale il sorriso sulle labbra solo vedendo le tue foto o leggendo le tue mail. Lo sai - te l'ho detto - che sei "nell'ordine del mondo" la prova per me
che si può essere felici a dismisura, che esistono quelle emozioni forti che tanto mi piacciono e che esistono anche per me.

Aiutami a salire sulle spallette del fiume e poi con la gambe incrociate voglio guardarti negli occhi e pensare alla nostra mission. Mentre tornavamo verso la macchina io mi sono sentita BENE: camminavo a testa alta, ero serena ed ero abbracciata a te. E sentivo il cuore trasparente attraversato da aria fresca. Mi sembrava di vedere tutto in modo cristallino.

Adesso non sei con me e dio solo sa quanto vorrei anche solo stringerti le mani. Mi consola solo pensare al nostro viaggio: ho voglia di partire, ho voglia di partire con te. Voglio partire con te perchè è bastato guardarci un attimo neglio occhi per decidere. Sembra tutto troppo scontato e semplice con te: stare bene, ridere, piangere, cazzeggiare e leggere insieme .... così, facilmente e stupidamente. E' tutto facile come il libro che oggi mi è saltato in mano in libreria: "Viaggio in Portogallo", di Saramago. Voglio andarci. Voglio andarci con te e proseguire il nostro di viaggio insieme.

"Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d'uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio. (...) La felicità, che il lettore lo sappia, ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi, e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo".