23.9.02

Settembre

Questa è una parte di un articolo scritto da un mio caro
amico su un giornale locale abruzzese.
A me piace da morire: così l'ho presa in prestito
per il mio blog. Spero che piaccia anche a voi.

(...) Mi piace settembre perché è un mese non urlato, non alterato, né tronfio né pacchianamente sgargiante, al riparo dai corsi e dai ricorsi delle mode. Persino l‘Immaginario-Standard - che noi, con i cervelli in trasferimento di chiamata permanente, alimentiamo e introiettiamo - si guarda bene dal varcarne la sfumata soglia. L‘imperativo dell‘azione abdica in favore della riflessione, della promessa di cambiamenti futuri; il culto dell‘ostentazione del fisico cede il passo (va be‘, non sempre) alla possibilità delle idee. Tra la fine dell‘estate e l‘inizio dell‘autunno si è più leggeri e più veri. Con le sue mezze tinte, la sua gentilezza, la sua malinconia, il suo romanticismo settembre è una sospensione introspettiva, un dolce strappo, una distrazione salita a dignità di nono gradino del calendario. E‘ un‘ipotesi e non una tesi. Il tempo interiore si dilata mentre quello esteriore e sociale, si restringe: la parola "tempo libero" smette allora di farsi sinonimo di un malinteso "divertimento". Parzialmente, cessa il timor panico di "non godersi appieno la vita". Momentaneamente non si ha più vergogna di portare in giro i propri dubbi e le proprie ombre; di rallentare; di starsene a casa, una sera alla settimana (...)

Grazie Maurizio:)